Oggi ho ricevuto il primo commento a questo blog. Non me lo aspettavo, non immaginavo neppure fosse visibile quanto scrivo se non a me. Credo sia giunto il momento di scrivere ancora. e vorrei scrivere dell’opportunità. mia figlia, 8 anni, mi ha obbligato, dopo tante insistenze a guardare un film, una banalissima commedia americana ma che a lei piace tanto … “una impresa da dio” … divertente, ma l’ho approcciato come si fa in questi casi, rassegnazione e un po di curiosità. è la storia di un membro del congresso americano che, contattato da Dio, deve costruire un’arca. situazioni divertenti, comiche ecc. fino ad un punto in cui la moglie ed i tre figli lo lasciano. lui ha l’arca da costruire, loro non lo capiscono e vanno via. si fermano in uno di quei fast food americani ed il cameriere, Dio sotto false spoglie, si avvicina alla moglie per chiedere come va. lei indica il marito in televisione, stanno parlando del matto che fa l’arca. chiede al cameriere (Dio) cosa ne pensa. lui risponde che la vede come una opportunità … se chiedi a Dio coraggio, lui non ti da coraggio, ma l’opportunità di essere coraggioso … se chiedi a Dio una famiglia unita, lui non ti da una famiglia unita, ma l’opportunità di dare amore. come al solito non è importante il messaggero, ma il messaggio. il messaggio è arrivato forte e chiaro. Tutto quello che facciamo è una scelta, ci viene data l’opportunità, ci viene indicata la strada, ma sta a noi scegliere di percorrerla, senza giudizi, senza pregiudizi. Tutto quello che mi è capitato è molto curioso, scrivo questo blog principalmente per me. arriveranno ancora tempi complicati, dove sarà necessario scegliere una strada e sarà importante ricordarsi che aver scelto la strada stretta, quella apparentemente piu complicata, è stata la strada che ha dato più serenità. L’opportunità è anche quella di cambiare lavoro …. fino ad un anno fa facevo il cartografo, arrivavano gli esploratori, mi raccontavano cosa avevano visto, io trascrivevo le loro esperienze nel libro della mia vita. vivevo la vita con gli occhi di altri. quando il piccolo principe mi ha chiesto quanti fiumi o vulcani o mari ci fossero sul mio pianeta, non ho saputo rispondere, ma ho avuto l’opportunità di capire. ora ho cambiato mestiere, faccio l’esploratore, almeno sto imparando. i colori li vedo direttamente, li vivo, li godo. non ringrazierò mai abbastanza il piccolo principe per quella sua domanda semplice, ingenua, normale, ma che come tutte le cose semplici valgono molto.
l’opportunità
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Il tempo
Mia moglie sta con un’altra persona. è innamorata, tutto questo, oltre a riempirle la vita le da la carica per affrontare quell’oceano di incertezza e paura che sono le chemio e il trapianto di staminali che arriverà tra poco. sono passati solo 2 mesi, dopo 24 anni di rapporto. nei giorni scorsi ho conosciuto una brava persona, Stella, una signora anziana con una pace infinita nel cuore ed una vita lunga ed a volte complicata. mi è piaciuto parlare con lei anche perchè ho capito una cosa importante per il mio cammino di adesso. come ama dire lei … “la mente mente”. da tempo mi contorco e vi involvo a cercare spiegazioni a tutto questo, che spiegazioni non ha. nell’ultimo anno nulla ha una sua spiegazione. o almeno non ne ha una evidente. serve tempo per capirle. posto che si arrivino a capirle. e poi capirle per cosa? perchè una volta capite sono piu facili da accettare? Stella mi dice che è una sciocchezza, bisogna fare il percorso inverso, accettare con il cuore prima di tutto e poi, forse, anche la mente capirà, ma non è indispensabile. mi ha fatto aprire un libro, mi ha fatto chiedere qualcosa ed aprire il suo libro. una pagina sulla pace. mi ha chiesto se io cerco la pace. no, non cerco la pace, cerco la conoscenza, la comprensione, voglio dare un senso a tutto questo. tempo perso. da quella sera prego con mia figlia perchè il nostro cuore si riempia di pace. e che la vita fluisca. comincio a sentirmi un messaggero, un locatario di un corpo per altri scopi. tante cose fanno ancora male, ma il tempo aiuta. il tempo aiuta a dare più dimensioni all’amore, termine che ho disprezzato per tanto tempo, a vantaggio del rispetto. “per amore si uccide, per rispetto no” mi piaceva dire. per amore si ama anche, lo avevo dimenticato. Grazie Stella, ora comincio a ricordare. E TANTA FORZA S. ti amo da sempre e ti amerò per sempre, anche se non sempre nello stesso modo, ma sarai sempre parte di me.
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la quotidianità
Sono le piccole cose che uccidono. piano piano. la decisione di separarsi è irrevocabile. per cose del genere non si torna indietro. sembra che sia quella che ti fa cadere il mondo addosso. invece no. o almeno non solo. l’idea di cambiare il rapporto con una persona con cui condividi la vita da 24 anni è di per se difficile, ma poi viene il peggio, i conti correnti che si dividono, gli armadi mezzi vuoti, i libri che non ci sono più, lei che per entrare in casa suona il campanello … non si è mai abbastanza preparati. la sto vivendo come la persona che è stata lasciata e questo ruolo è certamente più complicato. non sei pronto, chi lascia ha già elaborato questa decisione da tempo, ci pensa e ripensa, è pronto, ha alternative, ha già cominciato a costruirsi una nuova relazione (è il suo caso). Io no, non ho ancora capito cosa succede,
ogni volta che ci vediamo è strano. i sentimenti sono contrapposti, senti che è distante mille miglia. è li ma vorrebbe essere altrove. ed io non so dove sono. di certo non sono li. le cose continuano ad andare, al sole non frega nulla di cosa sta succedendo, ha la sua vita. tutti noi abbiamo la nostra.
ognuno ha la propria, perchè ognuno di noi è solo. può imparare a star bene da solo, a convivere con se stesso, a piacersi ed accettarsi, oppure essere costretto a stare con se stesso senza provare alcun buon sentimento per se. poco importa, siamo soli comunque.
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che titolo sbagliato!
i colori della vita … era un titolo di speranza. gli ultimi 3 mesi hanno sconvolto la mia vita. a mia moglie è stato diagnosticato il ritorno del linfoma; erano passati solo 6 mesi dalle chemio di consolidamento. è ritornato forte ed arrabbiato. ha paura di non avere tempo per i suoi sogni, i suoi progetti, i suoi figli. il matrimonio soprattutto negli ultimi anni escluso il precedente è stato pesante per lei, una prigione; non avevo idea di quanto, ma ora l’ho scoperto. ha conosciuto una persona di cui si è innamorata e che condivide gli stessi interessi e gli stessi scopi nella vita, una passione che tra noi non esiste piu da tempo e non sono le uniche similitudini. sta facendo le chemio, ha deciso che ci separeremo. mi dice che mi vuole un bene infinito ma non mi ama. ecco, voglio mettere in questo mio diario quello che sento e che faccio. forse un giorno lo rileggerò. io la amo profondamente, e non posso smettere a comando. lei ha paura ed io ci sono. mi occupo dei figli. prego perchè lei guarisca e sia felice. prima pregavo per la sua felicità con me, ora mi rendo conto che anche se “chiedo e mi sarà dato”, credo che sia più giusto pregare per la sua felicità, anche se questo vuol dire perderla definitivamente. io so tutto quanto, lei non immagina quanto io sappia, ma so tutto quanto e la sto coprendo (anche questo non sa). ho consolato sua mamma, una persona straordinaria, e lei ha consolato me. ho amici fantastici che mi stanno al fianco in questo momento, ma il calice è il mio. non importa che lei sappia tutto questo, lo so io e mi piaccio così. sta creando la sua isola di felicità per il futuro, la protegge con il filo spinato intorno; io ne sono fuori, ma cerco di proteggerla da fuori. io rappresento un passato da cui vuole fuggire e se questo l’aiuta a trovare la forza e le motivazioni per affrontare un trapianto di midollo e delle terapie che la metteranno a terra, va bene. va bene anche il suo nuovo amico, la rende felice, le da forza e coraggio. mi fa un male devastante dire questo, ma è la strada. voglio che questa testimonianza resti per me, perchè se un giorno rileggerò tutto questo e non ricorderò delle cose, c’è stato un periodo in cui sono stato un’Anima Grande, come mi ha detto mia suocera due giorni fa. mai ricevuto un complimento più bello, davvero mai. ora devo pensare alla mia vita, ai miei figli. il mio progetto non esiste più, ne serve un altro. nel nuovo progetto sono certo vedrò meglio i colori della vita. Sappi S. che ti Amo, e non importa se mi vedi come un fratello, ma trattami anche come un fratello, un fratello che ti ama, ti aiuta, ti copre e vuole che tu VIVA e sia felice.
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Impotenza
L’impotenza da disperazione. Oggi voglio scrivere piu direttamente, senza giri di parole. Ho una moglie con il linfoma di hodgkins. Il nostro non è stato un matrimonio perfetto, mai un tradimento, ma anche nodi mai veramente affrontati e risolti. Questa malattia ha profondamente cambiato entrambi. Dopo i primi cicli, tutto sembrava essersi sistemato, ma c’è stata una ricaduta, aggressiva. Sta iniziando le terapie per il trapianto di staminali. Ha conosciuto da poco (15 giorni) una persona ed ha preso una sbandata. Stiamo insieme da 24 anni ed abbiamo 2 figli. E’ una situazione irreale. Sono impotente contro il tumore. Sono impotente contro questi altri eventi che rischiano seriamente di portarla via. Sono impotente e disperato. Ogni giorno credo di aver finito le lacrime, ma ne trovo sempre di nuove. Voglio avere la possibilità di verificare se la nuova lei ed il nuovo io sono compatibili, ma sono impotente, bisogna volerlo in due. La amo disperatamente, profondamente, è parte di me, ma devo stare fermo immobile ad aspettare cosa succederà. Ho fatto errori nella mia vita, e voglio solo provare a risolverli. Questo chiedo alla vita, a Dio. Questa è la mia preghiera Padre Mio. Avere una possibilità con la persona che amo oltre me stesso. Lei in tutto questo ha capito molte cose di se, è pronta a spiccare il volo e ad aprire le ali. Se questo è il suo bene, Padre Mio, dammi la lucidità per comprendere e la forza per accettare. Mi fa un male terribile scrivere tutto questo, è disperazione, ma accogli la mia preghiera Padre Mio.
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i tumori
Il tumore è un male infame, ha molte forme, a volte ha nome e cognome. si è intrufolato nell’organismo, ha cominciato a guardarsi in giro e si è insediato. Sa che non potrà uccidere l’ospite in fretta, morirebbe anche lui, quindi si muove lentamente, subdolamente. Crea tutta una serie di sintomi falsi per non mettere in allarme, intanto si allarga, studia le strade migliori, subdolo. Poi, improvvisamente, si realizza che i sintomi diventano evidenti. il malessere non può più passare inosservato. non può essere ignorato, non capita solo agli altri. finalmente diventi consapevole, ma è troppo tardi, il tumore ha preso possesso. E’ necessario fare la stadiazione, vedere quanto si è esteso. sembrava un soggetto in cerca di vita, è un soggetto dispensatore di morte. bisogna avere coraggio. si iniziano le cure, ma non si sa se la malattia sparirà per sempre, tornerà, non tornerà. il tradimento è la cosa che fa più male. lo hai accolto nel tuo corpo, gli hai dato ospitalità e ti ripaga in questo modo. a volte la cura è la convivenza, lo mantieni, ti tappi il naso e lo mantieni, altre volte la chemio aggressiva o una causa giudiziaria. la medicina non ha gli strumenti per riconoscerlo, a volte per ucciderlo uccide tutto quello che ci sta intorno, con effetti collaterali pesanti. come la causa. non sai quante sedute di chemio saranno necessarie, non sai quante cause saranno necessarie. ma il tumore è male, e su questo non ci sono dubbi.
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Laurea
Voglio prendere una laurea. Cerco la facoltà che fa per me, ma non la trovo. Ingegneria per fare l’ingegnere, architettura per fare l’architetto, lettere per fare il professore. Più guardo i corsi di laurea e più mi accorgo che si studia per fare qualcosa, per diventare qualcosa, per esercitare una professione. Io voglio un corso di studi che mi insegni ad essere felice. Non voglio studiare per fare, ma voglio studiare per essere.
Non so a priori se lo studio del motore a scoppio per diventare agraria potrà essermi utile per essere felice, potrà essermi utile per fare il meccanico ed aggiustare un trattore. Ma non so se aggiustare un trattore sarà la mia strada per la felicità.
Voglio un corso di studi che mi aiuti a guardarmi dentro, che mi dia gli strumenti per capire cosa voglio per essere felice.
Non voglio iscrivermi alla facoltà di chissàchecosa, voglio iscrivermi all’Università. Voglio una Università e non decine di facoltà. Una Università dove possa fare un periodo tarato sui miei tempi per trovare la strada e poi, mettere nel mio carrello virtuale i corsi che servono, fatti on line, da non importa quale posto. Non mi importa neanche la laurea di carta. Essere felice è la mia laurea. Una volta laureato e soprattutto felice, sono a disposizione per fare il tutor, e come me, tutti gli altri, in una sorta di immane epidemia.
Non voglio subire un professore, voglio poter votare chi mi insegna, poter scegliere tra i docenti più votati. Non mi importa del loro QI, voglio vedere il loro QF, il quoziente di felicità.
Non ci saranno esami a cui prepararsi o barare, la mia serenità sarà il voto sul libretto che non c’è, perchè non mi serve.
La mia tesi consisterà nell’invitare, se lo vorranno, docenti ed amici a passare un periodo con me, voglio che si rendano conto che quanto hanno fatto per insegnarmi mi ha reso felice. Non ci sarà nulla da discutere, solo da godere di quei momenti. Alla mia tesi non saranno loro a dare un voto a me, ma sarò io a dare un ringraziamento a loro. Loro potranno gioire del numero di tesi cui hanno partecipato, sarà quello il loro curriculum, quante persone hanno reso felici.. io sarò solo una di quelle.
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Le tante realtà
Sembra una grande assurdità. La realtà è la realtà. Un concetto logico e matematico, ma evidentemente limitato. Esistono realtà parallele che si intersecano, si confrontano, si scontrano, e tutto quello che abbiamo imparato sulla Verità è solo poesia. Ma questo è un ulteriore esempio di come la nostra sicurezza vada a farsi benedire in questi casi. Nella mia visione infantile delle cose, ho sempre pensato ad una monoliticità di concetti quali Verità e Realtà. Non mi sono mai posto realmente il problema se il male esistesse o no. Ho imparato ad osservare la vita, spesso da distante, analizzando e commentando quello che succede agli altri. Ma ad un certo punto capita che il male ti tocchi … “se osservi l’abisso troppo a lungo, l’abisso osserva te”. Ti aggrappi alle tue certezze matematiche e logiche, e ti accorgi che sono solo tue. Realizzi che le certezze non esistono e ti chiedi fin dove si può arrivare. Quasi fosse stato chiamato, appare Benigni in televisione a parlare del quinto canto dell’inferno e tra le tante cose che dice, due sembra le stia dicendo me: prima di vedere il paradiso bisogna fare tutti i gironi. bisogna andare in fondo all’abisso sperando di non perdersi per avere speranza di vedere la luce (quando realizza questo Dante “cade come corpo morto cade”) e poi una esortazione a fare tutti qualcosa per estirpare il male. Un generatore di male in meno sulla Terra è un bene per tutti. Mi chiedo se in qualche modo sto condividendo una realtà con lui oppure no. Ma quando la realtà quotidiana e la realtà giudiziaria si confrontano, si scopre che la seconda non è un sottoinsieme della prima, ma al massimo hanno aree comuni. E svaniscono tante certezze
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Azione e Reazione
La matematica mi ha sempre affascinato fin dalle scuole elementari. La matematica è ragionamento, logica, a volte ferrea, razionalità. La razionalità da sicurezza. Ogni cosa ha una causa ed un effetto in questo universo. Conoscere la causa comporta predire l’effetto, conoscere l’effetto comporta indagare sulla causa, perché una o più cause ci sono sicuramente. Nulla avviene per caso. Il caso non esiste. È questo da enorme sicurezza.
La sicurezza è il bene in assoluto, ti permette di pianificare, di organizzare, di migliorare le condizioni di vita.
la scienza ci ha insegnato questo negli anni. La chiesa ha riconosciuto solo recentemente gli errori fatti con Galilei, riconoscimento un po’ tardivo e chi sa se utile a qualcosa. Galileo propugnava una visione matematica, fisica, scientifica di quello che a quei tempi non si poteva capire. In fondo i concetti di azione e reazione sono sempre esistiti, da quando l’azione di Adamo di cogliere la mela portò alla reazione di Dio di scacciarlo dall’Eden. Ma le leggi che governavano la relazione tra azione e reazione non erano prevedibili, erano vincolate alla volontà o ai bisogni temporanei di dei o divinità. Ricondurre la volontà di un Dio ad una mera logica matematica poteva significare oltre che un’eresia.
La pianificazione estrema, le tecniche applicate all’economia hanno rivoluzionato il mondo. Le leggi che governano il mercato sono tutte figlie di questa logica.
Non parliamo di informatica, telematica, comunicazioni e tutto quanto ne consegue. Assolutamente figlie dirette di questi schemi.
Siamo i sacerdoti della causa ed effetto.
Eppure ci rifiutiamo di accettare fino in fondo questo concetto duale. Per fare un esempio magari estremo, la vita è la causa della morte. La morte è la causa della vita. Accettare che ci possano essere altre chiavi di lettura per gli eventi della nostra vita equivale ad accettare l’arcobaleno. Non è una accettazione passiva, supina, amorfa, ma una accettazione curiosa, con la volontà di usare la razionalità sviluppata in tanti anni per leggere l’irrazionalità.
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